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www.francoemiliocarlino.itPresentazione: 

La scuola che cambia

Ieri e oggi vista dal di dentro

 Nella testimonianza, un cammino coerente e un impegno educativo responsabile. La professionalità al servizio della scuola.

Miscellanea di riflessione sulle problematiche scolastiche

 

 

 

 

Mandatoriccio (CS) - Castello dell'Arso

Sala Rossa - Palazzo delle Culture - Rossano Scalo (Cs)  - Sabato 11 Novembre 2006 - Ore 17.00

 

 Rossano (CS) - Scorcio panoramico sullo Jonio  visto da Celadi

 

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19-02-12

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 Cerimonia di apertura del Convegno della FIDAPA di Rossano nel contesto del quale è stato presentato il Volume   Il prof. Giovanni Villarossa, Vicepresidente Nazionale dell'UCIIM relaziona al Convegno della FIDAPA   L'Autore del Volume, Franco Emilio Carlino nel corso del suo intervento di saluto   Il pubblico nel corso della presentazione

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LA BACHECA

La Prefazione di Franco MARTIGNON (Ispettore Ministero Pubblica Istruzione)

La vocazione e la professionalità, che integrate diventano mission, possono delineare un interessante percorso storico se si esprimono in spazi culturalmente definiti e in tempi scanditi da un’attività responsabilmente interpretata come testimonianza della delicatissima funzione educativa. Ma tale percorso non sarebbe ancora “storia” se non fosse documentato nella correlazione delle cause, dei limiti, delle interferenze e, nonostante le specifiche e quasi organiche difficoltà del mondo dell’educazione, degli esiti tangibili a riscontro dell’impegno profuso. L’autore non si limita infatti alla narrazione degli eventi memorabili realmente accaduti nell’universo delle istituzioni scolastiche del suo territorio ma vuole mettere in evidenza gli aspetti significativi del cambiamento, che, nonostante la rarità degli interventi legislativi primari, ha influito sulla riflessione pedagogica, sui compiti delle risorse umane coinvolte, sull’ordinamento e perfino sulla concezione stessa dell’impresa educativa. Accanto ad alcune innovazioni, derivate dalla norme generali, vengono considerate le molte ed insistenti che la scuola stessa ha prodotto nel rimpallo continuo tra i rapidi e molteplici cambiamenti socioculturali e le esigenze di un migliore adattamento della funzione educativa alle nuove necessità delle giovani generazioni. Si tratta, in sostanza, di una nuova prospettiva antropologica che ha richiesto e continua a richiedere nuove modulazioni della relazione interpersonale e della comunicazione professionale. L’autore, del resto, colloca la sua testimonianza fra gli elementi stessi del cambiamento e il suo “io c’ero” fa diventare vissuto ciò che solitamente è narrato, rende diretto ciò che abitualmente è raffreddato dal documento o appannato dall’incertezza delle prove. Tutto il lavoro del prof. Franco Carlino è espressivo di questa “vita in diretta” che, in un permanente presente storico, ricostruisce la verità del sistema educativo, evitando gli effetti enfatizzati del tempo andato ed anche delle interpretazioni ideologicamente inclinate. L’autore, testimone dell’ispirazione cristiana in educazione, esplicita l’attività svolta sotto forma di servizio reso ai piccoli, che sono la parte eletta di ogni comunità, destinataria pertanto di una “riverente” considerazione. C’è un aspetto particolarmente forte e meritevole da evidenziare per demolire i luoghi comuni della presunta inferiorità o subordinazione delle terre del sud italiano. La scuola calabrese, di tutte le Calabrie perché la geomorfologia delimita aree di specifica condizione logistica e culturale, emerge, capitolo dopo capitolo, paragrafo dopo paragrafo, come un servizio efficiente su tutto il territorio, illuminata dall’intelligenza dei suoi educatori, riscaldata da una passione non improvvisata. Si comincia con l’Autonomia scolastica che, non a caso, ha rappresentato il più forte sisma nella concezione stessa del servizio d’istruzione e formazione. Lo Stato si eclissa e chiede ad ogni istituzione di mettersi in luce per caratteristiche di qualità del servizio e non di semplice presenza sul territorio; l’Autonomia è anche annunciatrice avanzata di una Riforma, che solo la distrazione prodotta da interessi di parte può far apparire superficiale; in una specie di rivoluzione copernicana ripropone la centralità della persona dell’alunno come ragione essenziale della responsabilità della famiglia, della preparazione pedagogica degli insegnanti e degli stessi impegni di spesa del Paese. Non più uno Stato che educa ma che favorisce l’educazione, non più una scuola che insegna e giudica ma un’istituzione che si pone al servizio dei più piccoli e socialmente meno protetti; non più una didattica pensata per un gruppo ideale e inesistente, definito classe, ma per ciascun componente (personalizzazione didattica), per battere definitivamente le vergogne della dispersione e della mortalità. Una Riforma che indica la diversità come valore dopo la presunzione di un’uguaglianza ridotta solo ad ipotesi di egualitarismo. Il secondo fulcro, intorno a cui ruota la documentazione storica di F. Carlino è dato dal bisogno di porre in alto, alla vista di tutti, la funzione docente, uguale a nessuna, pur accostata al bisogno della formazione continua. Gli incontri, i convegni, i seminari, di cui l’Uciim è stata ostinata promotrice, sono conferme stabili di tale evidenza. Che tale aspetto sia fondamentale è confermato dalla L. 53/2003, che conclude il suo disegno riformatore proprio con il pilastro di una formazione che, necessaria, chiede tempi e modi nuovi ma, soprattutto, una creativa efficacia. Tutta la cultura dei servizi sociali e dell’economia generale del XX secolo ha ruotato intorno al concetto di risorse umane, che sono valore nella misura in cui “spendono competenze” a favore del lavoro, della produzione, dell’istruzione e della formazione. Il punto focale, che ha evidenziato l’interazione delle risorse umane (famiglie-scuola-società) con la formazione finalizzata alla qualità del servizio e che ha dato i primi scossoni al sistema burocratico scolastico in direzione partecipativa, è stato rappresentato dall’emanazione dei decreti delegati della scuola nel 1974 e, in particolare, di quello sull’istituzione e funzionamento degli organi collegiali; ad un sistema gerarchico subentravano prime ipotesi di partecipazione democratica, pur con le incertezze derivanti dal basso livello di consapevolezza di larga parte dei cittadini-genitori. La prospettiva più limitata del Distretto Scolastico e quella più ampia del Consiglio Scolastico Provinciale hanno permesso al prof. F. Carlino di percepire, vivendoli, sia le difficoltà che gli entusiasmi di una scuola, che cominciava a pensarsi in modo diverso: dopo i decreti delegati la scuola italiana non è stata più la stessa e si è aperta responsabilmente alle nuove povertà ed ai nuovi bisogni di un tempo troppo dinamico e policentrico per essere capace di adeguata stabilità. L’opera dell’autore si conclude con un tema a Lui caro, quasi “ultima cura” di un percorso professionale, che è stato illuminato da un faro: la percezione del valore dell’Orientamento e della funzione d’aiuto in tale direzione. In ogni incontro, in ogni situazione sia professionale che privata, il prof. F. Carlino “scivolava” sul tema dell’orientamento, quasi a ricordare alla scuole le troppe situazioni di disorientamento. L’orientamento è, del resto, l’altra faccia della formazione autentica; dapprima considerato come attività conclusiva dei cicli, funzionale solo alla scelta della scuola successiva o dell’indirizzo del lavoro, è maturato nella dimensione esistenziale, essendo la scelta d’orientamento elemento qualificante del progetto di vita. Non più solo informazione orientativa ma autorientamento del giovane, illuminato dalla professionalità degli insegnanti e consolidato dalla prudenza della famiglia. La scuola ne ha fatta di strada! È proprio ciò che si può esclamare percorrendo le pagine, semplici e forti, del lavoro di documentazione prodotto dal prof. F. Carlino. Come un pane, che il lievito trasforma nella pazienza del tempo, così la scuola è diventata un servizio umanamente più significativo perché ha saputo osservare, capire e progettare con coerenza. La lunga ricerca del prof. Carlino può essere indicata come strumento efficace per la prima formazione di quanti sentono la nobiltà dell’educazione e ambiscono a farla diventare la loro professione. Rispetto alla freddezza di alcuni annuari, l’evoluzione del sistema formativo è qui vissuta in diretta, con una partecipazione a volte toccante, che appare al lettore esperto meritevole di condivisione perché priva dei facili sbilanciamenti dell’ipercritica di mestiere o dell’ottimismo di chi non percepisce i problemi di un sistema troppo complesso. Un lavoro dunque sostanzioso, da consegnare a quanti considerano la scuola luogo privilegiato dello spirito.

Nota: di Celestina D'Alessandro, Dirigente scolastico P.I.

 

   

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Ultimo aggiornamento: domenica, 19 febbraio 2012                                                                                                                                                                                                             Copyright © Franco Emilio Carlino. Tutti i diritti riservati

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