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L'Università Popolare di Rossano - Le opere e i giorni (1979-2014)

 

 

Sala Rossa Palazzo delle Culture San Bernardino Rossano Centro Storico (Cs)

Giovedì 14 Maggio 2015 - Ore 17.00

 

 
 

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14-01-17

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Note sul volume

Locandina di presentazione

 
Titolo L'Università Popolare di Rossano - Le opere e i giorni
Natura Monografia
Autore Franco Emilio Carlino 
Tipo documento Testo a stampa
Pubblicazione Rossano (Cs): Università Popolare Rossano Imago Artis Edizioni
Anno Febbraio 2015
Descrizione Storia dell'Università Popolare di Rossano
Pagine 512
Misure del volume cm. 17 x 24
Soggetto dell'opera L'Università Popolare di Rossano in occasione dei trentacinque anni dalla fondazione
Paese di pubblicazione Italia
Lingua di pubblicazione Italiano

Profilo del testo

L'Introduzione: di Franco Emilio Carlino
La Prefazione: di Prof. Prof. Giovanni Sapia, Direttore Università Popolare Rossano
Messaggio: di Giuseppe Antoniotti,  Sindaco Comune di Rossano
Messaggio: di Prof.ssa Stella Pizzuti,  Assessore alla P.I. e Cultura Comune di Rossano
Messaggio: di Prof. Filippo Burgarella  Università della Calabria (CS)
Postfazione: di Prof. Gennaro Mercogliano, Vice Direttore Università Popolare Rossano
Saluto Prof. Giovanni Sapia    Direttore Università Popolare Rossano
Conclusioni Prof. Giovanni Sapia    Direttore Università Popolare Rossano

Rassegna Stampa

ll quotidiano 12 maggio 2015
Rossano Web Oggi 17 maggio 2015
Franco Lofrano 18 maggio 2015
IonioNotizie 17 maggio 2015
Sibarinet 17 maggio 2015
Cariatinet.it 23 maggio 2015
Il quotidiano 23 maggio 2015
Recensione di Franco Liguori  Corriere della Sibaritide maggio 2015 p. 3
Camminare insieme  maggio  2015
Pagina 3 de La Voce n° 6 Giugno 2015
Recensione di Pietro De Leo  Mezzoeuro Sabato 11 luglio 2015 p. 17
Recensione di Mario Falanga  
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LA BACHECA

Saluto dell’Autore alla cerimonia di presentazione del 14.5.2015

Buona sera a tutti e benvenuti. Dopo i numerosi interventi che hanno preceduto questo mio contributo, non mi rimane altro che ringraziare e salutare. Tuttavia, senza privarvi del piacere di sfogliare il volume, su cui ci si è intrattenuti e discusso, e consentirvi di srotolare un nastro lungo 35 anni, sul quale è registrata la storia di questo nostro autorevole Istituto accademico rossanese, considerevole per i contenuti in esso presenti, mi limiterò a intrattenervi solo su alcune delle motivazioni che mi hanno indotto a realizzarlo. Intanto, non posso che esprimere la mia soddisfazione, per aver contribuito, in qualche modo, a conservare come in uno scrigno un pezzo di storia della nostra Rossano, e sì perché la storia dell’Università Popolare è storia di Rossano.

Sono 35 anni di una realtà della città documentata che è stata al servizio della comunità, della scuola, e del territorio e che richiama memoria storica e identità allo stesso tempo, valori sui quali spero avranno modo di riflettere più di ogni altro i ragazzi delle nostre scuole, che saluto e ringrazio per la loro partecipazione, e ai quali spero le istituzioni possano veicolare la positività di tale messaggio agevolando la diffusione del presente volume.  [...]

Come il poema didascalico di Esiodo illustrava la necessità del lavoro da parte dell’uomo con consigli pratici per l’agricoltura e i giorni e il mese nel quale compiere determinate attività, così questo volume, segue, ferma, documenta e interpreta a uno a uno i passi compiuti dall’Università Popolare di Rossano dalla nascita al suo trentacinquesimo anno di vita. [...]

Concludo ringraziando velocemente prima di tutto voi tutti intervenuti, i miei amici e colleghi presenti, perché ancora una volta mi avete dimostrato il vostro affetto. La vostra presenza mi commuove, mi gratifica e mi incoraggia, con nuovi stimoli a continuare.

Ringrazio quanti hanno portato i saluti istituzionali e le loro rispettive e prestigiose Istituzioni, la Chiesa e i vescovi presenti, la Scuola e i suoi rappresentanti, l’Università della Calabria e i suoi docenti, le associazioni intervenute, la classe forense, l’accademia cosentina, i sindaci del territorio, gli Istituti di credito, fondazioni e privati che hanno sostenuto l’iniziativa, quanti hanno fatto arrivare messaggi di saluto, perché tutti avete concorso indistintamente a impreziosire questo interessante evento che, al di là della stessa pubblicazione, ha offerto l’occasione per un incontro di festa di famiglia e della città. Ringrazio l’Amministrazione Comunale, il Sindaco, l’Assessore alla P.I. e l’IRACEB altro importante Istituto cittadino e il suo presidente, per i messaggi di saluto opportunamente inseriti nella pubblicazione. Ringrazio l’Università Popolare e tutti i suoi componenti fondatori, i simpatizzanti per la sensibilità avuta verso la mia persona, per aver sostenuto la presente pubblicazione, da molto tempo auspicata e attesa e per avermi accolto su designazione del suo Direttore prof. Giovanni Sapia, come nuovo componente di questo importante Istituto accademico cittadino. Ringrazio il Prof. Mercogliano per la sua articolata e puntuale relazione e per la postfazione al volume. Ringrazio il Dott. Francesco Rapani, essendo io nuovo nell’associazione, per la vicinanza offertami e per aver accompagnato passo passo fattivamente l’intero percorso progettuale che ha portato alla presente pubblicazione e perché il tutto andasse a buon fine. Ringrazio l’Università Popolare come casa editrice e gli Editori Ivan e Arianna, della Casa Editrice Imago Artis, che ancora una volta con grande professionalità consegnano al pubblico e alla città di Rossano questo mio nuovo volume ponderoso e compatto, ma maneggevole e rispondente pienamente al gusto circa il suo profilo estetico. Ringrazio il Dott. Franco Cirò per la sua lettura che arricchirà ulteriormente l’evento e come sempre un doveroso ringraziamento va a mia moglie Franca che costantemente assorbe le mie ansie, incertezze e titubanze offrendo però sempre obiettivamente i suoi preziosi consigli e suggerimenti.

Spero non aver dimenticato nessuno, e comunque se l’ho fatto chiedo scusa. Infine, e questo è un capitolo a sé, lasciatemi ringraziare il prof. Giovanni Sapia, Direttore dell’Università Popolare di Rossano, per aver creduto in me, per avermi dato fiducia, per avermi voluto al suo fianco, insieme agli altri amici dell’Università Popolare, per aver da subito apprezzato e condiviso la validità del mio progetto che ha portato alla pubblicazione dell’opera che oggi ufficialmente ha visto la luce e per aver onorato la stessa della sua intensa e articola prefazione. Dicevo che questo è un capitolo a sé perché mai come in questo caso i motivi di affetto si sono mescolati tra loro con quelli della passione per la ricerca e la documentazione. Ho sempre ritenuto che le esperienze professionali hanno senso se vengono condivise, e non vi può essere miglior modo che quello di farne delle pubblicazioni. Come tutti i lavori che l’hanno preceduta, perciò, anche questa opera è imperniata e poggia su questa filosofia: meditare, progettare, ricercare, documentare per tramandare agli altri la memoria storica del nostro vissuto, perché non vi può essere futuro senza conoscere il passato. La presente esperienza mi ha dato l’opportunità di crescere professionalmente. È stato un anno di intenso e fruttuoso lavoro di sistematizzazione del materiale che mi ha permesso di collaborare con una personalità, quella del prof. Giovanni Sapia, di straordinaria levatura, autorevolezza e prestigio per la città, per il territorio, per la cultura in generale. Una esperienza che mi ha arricchito e che porterò sempre con me nel cuore. La stesura del libro credo abbia dato a me più di altri l’opportunità di conoscere profondamente la figura del prof. Giovanni Sapia e per tutto ciò non posso che esprimergli con molto affetto la mia riconoscenza e gratitudine.

(Esporta saluto PDF)

           
           

     

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LA BACHECA

Rilevante partecipazione del pubblico alla presentazione del libro di Franco Emilio Carlino per celebrare il 35° anno di vita dell’Università Popolare “Ida Montalti Sapia” di Rossano

La presentazione del libro L’Università Popolare di Rossano – Le Opere e i giorni (1979-2014), dell’Autore Franco Emilio Carlino, mandatoriccese di nascita e rossanese di adozione, alla presenza di autorità civili, religiose e militari, è stata l’occasione per celebrare il 35° anno di vita del noto Istituto accademico rossanese, guidato sin dalla sua fondazione dal prof. Giovanni Sapia, personalità di straordinaria levatura, autorevolezza e prestigio per la città di Rossano, per il territorio, per la cultura in generale.

Nel Centro Storico di Rossano, nella Sala Rossa di Palazzo San Bernardino, affollata per i numerosi convenuti, hanno portato i saluti istituzionali lo stesso Direttore Università Popolare e Autore della Prefazione al Volume, Prof. Giovanni Sapia che ha aperto i lavori dell’interessante raduno. Il Prof. Giovanni Sapia dopo aver espresso gratitudine a tutti per la presenza, la partecipazione alla manifestazione e la vicinanza all’Istituto ha voluto ringraziare i ragazzi dei Licei presenti in sala definendoli “luce degli occhi miei”. Ha poi proseguito il saluto ricordando la nascita e il percorso dell’Università Popolare, la moglie Ida Montalti e il suo grande contributo offerto all’affermazione dell’Istituto e tutti i soci, dei quali ha cosi proferito: “mi stavano intorno a me legati di affetto e interessi alcuni giovani vocati alla cultura che mi seguirono nell’impresa come gli scalzi poverelli San Francesco”. Infine, soffermandosi sulla figura dell’Autore, attuale componente del Comitato Scientifico dell’Istituto, ha affermato: “Franco Carlino senza il quale questo momento di rivisitazione e di sintesi non ci sarebbe stato, mentre c’è per la sua disposizione in sede organizzativa, storicistica, narrativa, per il sua caparbietà di lavoro e di metodo e per la forza sotterranea dell’anima contadina dei padri”.

Sono poi seguiti i saluti istituzionali del Sindaco di Rossano, Giuseppe Antoniotti, dell’Assessore alla P.I. e Cultura del Comune di Rossano, Prof.ssa Stella Pizzuti, del Vescovo di Crotone, S.E. Mons. Domenico Graziani, del Vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, S.E. Mons. Luigi Renzo, della Preside dei Licei di Rossano, Prof.ssa Adriana Grispo, del presidente dell’IRACEB e rappresentante dell’Università della Calabria, Prof. Filippo Burgarella, del Prof. Giuseppe Trebisacce e Prof. Fausto Cozzetto dell’UNICAL, della Presidente della FIDAPA di Rossano, Prof.ssa Rosalba Mercogliano, del Presidente della Pro Loco di Rossano, Dott. Federico Smurra, dell’Avv. Amerigo Minnicelli in rappresentanza della Biblioteca Minnicelli, dell’Associazione “Dante Alighieri” di Cosenza, con la Prof.ssa Maria Cristina Martirano, dell’Avv. Giuseppe Zumpano come rappresentante della classe Forense, del Comm. Gerardo Smurra, in qualità di rappresentante della Banca Popolare dell’Emilia Romagna – Crotone, del Sindaco di San Demetrio Corone, on. Cesare Marini. Hanno chiuso gli interventi rappresentanti dell’Accademia Cosentina e altri esponenti di associazioni e istituzioni del territorio.

L’opera di Franco Emilio Carlino è stata pubblicata dalla stessa Università Popolare con la Casa Editrice rossanese Imago Artis. Si tratta, come lo stesso Autore ha evidenziato nel corso della presentazione, di un’opera orientata al mantenimento della memoria storica dell’Università Popolare di Rossano, autorevole Istituto cittadino. Come il poema didascalico di Esiodo -prosegue l’Autore- nella sua opera illustrava la necessità del lavoro da parte dell’uomo con consigli pratici per l’agricoltura e i giorni e il mese nel quale compiere determinate attività, così il presente volume, segue, ferma, documenta e interpreta a uno a uno i passi compiuti dall’Università Popolare di Rossano dalla nascita al suo trentacinquesimo anno di vita.

Un volume nel quale è raccolta la storia dell’Istituto rossanese, che è storia della città di Rossano, prodotta da un’istituzione al servizio della comunità, della scuola, e del territorio che richiama memoria storica e identità allo stesso tempo, valori sui quali si spera -riferisce ancora l’Autore- avranno modo di riflettere più di ogni altro i giovani ai quali spero le istituzioni possano veicolare la positività di tale messaggio agevolando la diffusione del presente volume nelle scuole. Un’opera di catalogazione cronologica e accurata del materiale nella quale sono fissati i confini, con date, contenuti, riferimenti storici, relatori, temi trattati. Un libro -scrive ancora Franco Emilio Carlino che serve alla prestigiosa Università Popolare e sono certo che servirà a quanti riusciranno a sfogliarne le pagine. A leggerle, si è condotti e in qualche modo catapultati a rivivere avvenimenti e appuntamenti che ormai appartengono alla storia, esperienze significative, che ci portano a guardare indietro nel tempo e rivedere i numerosi volti di relatori, poeti, scrittori, storici, critici, politici uomini di scienza, che negli anni hanno avuto modo di avvicendarsi, nella sede dell’Università Popolare. Dati oggettivi e iconografici che non lasciano dubbi sull’enorme mole di attività prodotte, tutte di grande spessore culturale, che hanno qualificato l’Istituzione rossanese. Il senso che ho inteso dare al lavoro, come ho già accennato, è fare memoria di ciò che è stato, convinto che questa può essere la sola e più significativa speranza del domani, perché il vissuto è un’esperienza che fa parte di noi, una ricchezza interiore alla quale non possiamo rinunciare, e perché è l’essenza propria del nostro futuro, dell’avvenire delle giovani generazioni.

Numerosi i messaggi di solidarietà pervenuti e letti dal Dott. Francesco Rapani. Dopo la relazione del Prof. Gennaro Mercogliano, Autore della Postfazione al Volume, si è proseguito con l’intervento dell’Autore che ha ringraziato tutti per la numerosa partecipazione e in particolare il prof. Giovanni Sapia, Direttore dell’Università Popolare di Rossano, per aver apprezzato e condiviso la validità del progetto che ha portato alla pubblicazione dell’opera che oggi ufficialmente ha visto la luce. Una esperienza -conclude l’Autore- che mi ha arricchito e che porterò sempre con me nel cuore, che mi ha dato l’opportunità di conoscere profondamente la figura del prof. Giovanni Sapia e per tutto ciò non posso che esprimergli con molto affetto la mia riconoscenza e gratitudine.

È poi intervenuto Ivan Porto della Casa Editrice Imago Artis, mentre i lavori sono terminati con una lettura del Dott. Franco Cirò tratta dai Dialoghi del Critone di Platone e le conclusioni dello stesso Direttore dell’Istituto, Prof. Giovanni Sapia.  (Esporta il comunicato PDF)

Saluto del Preside Giovanni Sapia, Direttore dell’Università Popolare di Rossano “Ida Montalti Sapia”, in occasione della presentazione del volume di Franco Emilio Carlino, L’Università Popolare di Rossano – Le opere e i giorni. (1979—2014)

        Benvenuti a questo richiamo della parola e, spero, della simpatia, che congrega rapporti, condizioni, interessi, età, dagli illustri politici e amministratori ai due eccellentissimi Vescovi, a custodi vigili del decoro della nostra Università, a rappresentanti di istituti e associazioni culturali, economiche, turistiche, alla scuola dirigente e docente, a voi ragazzi, luce dei miei occhi, agli amici vicini e forestieri.

    Il circolo dell’acqua torna alla sorgente, dopo aver percorso distese serene e molli ondulamenti, segreti vallivi e picchi selvaggi, succhiato umori, rapito ciuffi e grovigli, ridispensato colori e odori, ed ha insieme il trepido pullulare del fermento sorgivo, la piena confusa e pressante del lungo percorso.

   Ecco, talvolta la retorica viene in soccorso anche di chi, come me, l’odia a morte per aver voluto sempre, in tutti i momenti della vita, essere selvaggiamente me stesso, e di porgere pietosamente la mano in un momento di disagio, di smarrimento, di paura, di chi vorrebbe entrare nel discorso con piede leggero, ma fermo, e non trova la strada della parola. Oggi lo soccorre con una figura stilisticamente definita, che risponde a quel grande momento di pausa, di riflessione, di esame di coscienza che appartiene allo spirito e alla giornata di tutte le filosofie umanistiche “In te ipsum redi”: ritorna in te stesso, scrive il filosofo.                                                                                                                                  

   Trentacinque anni fa lo spirito lievitava, fermentava, ribolliva e la mano docile l’accompagnava; ora si dimena indomito, ma insieme alla mano che trema. Erano tempi ancora in ansia di sistemazione di istanze sociali e culturali del dopoguerra: la filosofia aveva da tempo agitato con una letteratura spesso di alto prestigio il problema delle due culture; la politica ferveva con la crescente misura del diritto all’istruzione, la Scuola con la ricerca di oggetti e vie, la pedagogia con l’ansia di venire incontro alla crescente necessità di cultura e a quello specifico capitolo che è dell’educazione permanente.

   Io che in questo mondo totale ero immerso per la mia molteplice esperienza giovanile, dal giornalismo alla politica, alla pubblica amministrazione, alla Scuola, alla promozione culturale, scalpitavo come puledro. Fu la fortunata accoglienza, da parte della critica, della mia opera filologica “La carta rossanese” a dare la stura a quel ribollio con un’impresa che, in memoria dell’antica accademia e senza gli orpelli di titoli e di stemmi, avesse dell’università la serietà, il decoro, l’impegno della ricerca, ma ad essa chiamasse tutti, piccoli e grandi, a cibarsene in convivio, seсondo misura e necessità. 

   Fu semplicemente così: Mi stavano intorno, a me legati da affetti e interessi, alcuni giovani vocati alla cultura, che mi seguirono nell’impresa, come gli scalzi poverelli Francesco d’Assisi. Il canto undecimo del Paradiso, quello di S. Francesco, ci appartiene: don Ciro Santoro, il paladino del Codice e della rossanesità, don Luigi Renzo, ora amato vescovo, tutto preso tra storia e poesia, e l’avido scrigno di cose letterarie e fantasmi del paese che è Gennaro Mercogliano, o educati a severo umanesimo e a rigore della ricerca letteraria, come Franco Sena, Beniamino Piro, Franco Graziano, Giovanni Labonia letterato col demone della matematica, giovani affermazioni della medicina, come Raffaele Federico e Agostino Cosentino, modelli rigorosi della conoscenza giuridica e dell’etica professionale come Ciccio Pisani, e quell’anima verginale che è Ermanno Fusaro, ora formalmente lontano per tristi condizionamenti, ma presente in un quadernetto contabile che nella sua umiltà e verità ha il profumo dei Fioretti.  In siffatta compagnia abbiamo captato simpatia, collaborazione, presenze illustri e devote, conquistato università e istituzioni, oggi qui degnamente rappresentate, abbiamo richiamato nella nostra sede i continenti.

   Alcuni dei compagni sono caduti malamente, malinconicamente per via; altri ne hanno preso il posto: Tonino Madeo, asciutto e concreto presidente di tribunale, Franco Joele, scrupoloso indagatore del nostro passato di città, Mario Sapia, reduce dal suo onorato ruolo di professore e di preside e pure lui devoto alla poesia e alla memoria, Ernesto Palopoli, archeologo senza titolo, ma di cuore e di mente, con cui conduce oggi il Museo di Crucoli e due vere preziose professionalità: Franco Rapani, che ha trasferito nella semplice e scarna comunque rigorosa amministrazione dell’Istituto la sua competenza di alto funzionario bancario, assicurandole ordine e certezza e impegnando concretamente e generosamente mente e braccio, Franco Carlino, senza il quale questo momento di rivisitazione e di sintesi non ci sarebbe stato, mentre c’è per la sua disposizione insieme organizzativa, storicistica, narrativa, la sua caparbietà di lavoro e di metodo e la forza sotterranea dell’anima contadina dei padri, e Giuseppe Zumpano, uno dei principi del nostro Foro, prodigo, come forse non tutti sanno, di affetto, d’interessamento, di donativi alla nostra città.

   Tutti qui oggi raccolti, passati e presenti, confortati anche da simpatia estranea, ma tanto spontanea e viva da parere quasi antica e familiare. In un canto l’umiltà semplice e modesta di Rosetta Sapia, da sempre paziente scritturale e ordinatrice.

   Su tutti il sorriso di Ida a braccia aperte, collante ospitale, discreta, arguta e armoniosa della nostra storia, alla quale l’Istituto s’intitola e in nome della quale apro, sperando nel vostro consenso, quest’incontro e rinnovo il mio saluto e il mio benvenuto.  

Rossano, Sala Rossa San Bernardino, 14 maggio 2015

 

Conclusioni del Preside Giovanni Sapia, Direttore dell’Università Popolare di Rossano “Ida Montalti Sapia”, in occasione della presentazione del volume di Franco Emilio Carlino, L’Università Popolare di Rossano – Le opere e i giorni. (1979—2014)

        Socrate è stato condannato a morire di cicuta.

I discepoli non rassegnati all’ingiustizia corrompono il carceriere e organizzano la fuga. Critone, il più diletto, penetra nel carcere a prima mattina per eseguire il progetto. Socrate non respinge l’atto di affetto, ma invita il discepolo a considerare, come hanno sempre fatto in tutti gli atti della vita, se sia morale e lecito. Dal dialogo il discepolo esce perdente, e non per sopruso del maestro, ma per serena considerazione dell’errore delle proprie ragioni e della validità di quelle del maestro.

   Ecco: l’Università Popolare vuole essere questa serena condizione socratica e perciò rifiuta tutte le bandiere onorandole tutte, aprendo la porta a tutte alla pari, perché la loro voce arrivi chiara all’orecchio e alla coscienza. Non è politica, ma della politica vuol essere la celebrazione più alta, come esigenza e dovere di riflettere sul proprio vivere, sul proprio destino, di organizzarlo e guidarlo secondo le forme rispondenti alla giustizia e al bene comune.

   Ma che cos’è la giustizia, che cos’è il bene comune? E l’eticità, la verità che cos’è? Si alzi chi ne è depositario.

   Socrate ha parlato di concetti universali, ma quale logica li fonda se non quella degli uomini? L’imperativo morale di Kant prescrive ad ognuno di agire come se la sua condotta debba essere norma di vita universale. Ma che cos’è la norma? Il Vangelo conserva un tremendo interrogativo: Che cos’è la verità? La verità, si risponde, è Dio. Ma questa è tautologia. Lo stesso Sommo Pontefice, quando chiama al dialogo, mette evidentemente sul tavolo per prima la sua. Quale Dio? Quello dei cristiani, quello dei musulmani, quello degli ebrei? L’antico filosofo ionico diceva che i popoli si creano gli dèi secondo la propria sembianza e natura e che, se cavalli e buoi sapessero parlare, si creerebbero per dèi cavalli e buoi. La verità, si dice da altri, è il fatto stesso. Chi lo dice non vuole vedere il dolore e le lacrime che i fatti contengono. Se poi il fatto è la storia come genere e come scienza, il fatto è narrato dagli uomini e partecipa dei loro limiti e della loro fallacia.

   Che cos’è la verità e chi ardisce farsene modello? La verità è la luce che s’insegue, quella che in ogni momento si pone come somma delle conquiste dolorose degli uomini e in ogni momento si critica e si supera, nello sforzo di avvicinarsi sempre più all’invisibile modello. In questo è il diritto di esistere della stessa filosofia, il significato della sua storia. La verità è nel bisogno della verità, nel dubbio non come metodo e strumento, ma come atto di fede, nella sapienza dell’ascolto e del rientro in sé. Non è nelle immonde gazzarre parlamentari e consiliari o nelle risse televisive di presuntuosi onniscienti e di insofferenti signore, ma nell’umiltà paziente dell’ascolto e del confronto. Io ci ho creduto; l’Università Popolare, a una serena rivisitazione, ho creduto sempre così.

   Vorrei farlo ancora un poco. Riporto dalla mia inquieta curiosità giovanile la memoria di un dipinto rappresentante una vecchia che canta e fila sul ballatoio di una casa, con lo sguardo diritto al tramonto. Non è la vecchierella leopardiana che novellando vien del suo buon tempo: la vecchia canta e fila con gli occhi dritti al sole che muore. E la didascalia recitava: “La voce non ti manchi, - il cuore non si stanchi, - il filo non si spezzi. “

   Benvenuti e grazie.

Rossano, Sala Rossa San Bernardino, 14 maggio 2015

 

 

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Ultimo aggiornamento: sabato, 14 gennaio 2017                                                                                                                                                                                                             Copyright © Franco Emilio Carlino. Tutti i diritti riservati

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