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Percorsi

Le attività della sezione giorno dopo giorno

(2002 - 2007)

Bilancio e cronaca di un sessennio

 

 

Istituto "Madre Isabella De Rosis" - C/da Frasso - Rossano Scalo (Cs)

Mercoledì 6 Giugno 2007 - Ore 17.00

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24-02-12

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Note sul volume

Locandina di presentazione  
Titolo Percorsi - Le attività della sezione giorno dopo giorno (2002 - 2007) - Bilancio e cronaca di un sessennio.
Natura Monografia
Autore Franco Emilio Carlino 
Tipo documento Testo a stampa
Pubblicazione Rossano (Cs): Grafosud
Anno Maggio 2007
Descrizione Opera illustrata
Pagine 296
Misure del volume cm. 24 x 17
Soggetto dell'opera La sezione Uciim Mirto-Rossano in occasione dei 30 anni dalla fondazione 1978-2007.
Paese di pubblicazione Italia
Lingua di pubblicazione Italiano
Fronte   Retro  
 
 

Nota dell'autore

  Percorsi - Le attività della Sezione giorno dopo giorno “2002-2007” –  “Bilancio e cronaca di un sessennio”, con il quale, nella continuità, si è cercato, preservandone la memoria storica, di raccontare gli ultimi sei anni di vita della Sezione Uciim di Mirto-Rossano in occasione del compimento dei 30 anni dalla fondazione (1978). Ho sempre pensato che non necessariamente per cultura ufficiale debba intendersi quella impartita nelle scuole e che questa sia più valida di altre culture.

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Profilo del testo

L'Introduzione: di Franco Emilio Carlino
La Prefazione: di Mons. Francesco Milito, Consulente Ecclesiastico Sezione Mirto-Rossano e Consulente Regionale UCIIM - Calabria
 

Recensioni - Contributi - Testimonianze - Saluti

Rassegna stampa

Evento

di Maria Teresa Sciolla, Presidente Nazionale UCIIM Sito UCIIM Nazionale,  4 giugno 2004  
di Luciano Corradini, Presidente Nazionale Emerito UCIIM Calabria Ecclesia Magazine,  16 giugno 2007

   

 

di Anna Bisazza Madeo, Consigliera Centrale UCIIM Il Quotidiano,25 giugno 2007 di Giuseppe Savoia
di Franco Caravetta, Presidente Provinciale UCIIM Cosenza Camminare insieme,  giugno 2007
  La Scuola e l'Uomo,  N. 7-8 luglio-agosto 2007
     

LA BACHECA

     La Prefazione

 di Mons. Francesco MILITO, Consulente Ecclesiastico della  Sezione UCIIM MIRTO-ROSSANO 

e Consulente Regionale UCIIM

  A Franco Carlino la penna non ha mai pesato, né pesa tuttora. Dalla sua dimestichezza con la scrittura è prova incontrovertibile la scia degli interventi periodici sulla stampa locale e, in poco meno di dieci anni, 1998-2007 ben sei ponderosi volumi tutti attinenti al mondo della Scuola, ambiente ordinario del suo lavoro dal 1970-71. A volerne seguire il filo che li lega, se ne scopre uno spirito di dedizione, motivato nel vivere la professione docente e le funzioni dei diversi ruoli ricoperti in una simbiotica e onerosa applicazione passata al vaglio delle responsabilità in prima linea e nel vivo di rapporti interpersonali, tutt’altro che facili per quella ricchezza e quel peso di chi si trova ad operare in contesti e servizi sociali di ampio respiro e spessore. Uno scrivere, dunque, figlio dell’esperienza e specchio di un servizio nella e per la Scuola, di un impiegato dello Stato e di un laico con senso di appartenenza alla Chiesa, in ciò sorretto da una lunga, ininterrotta adesione all’U.C.I.I.M., la preziosa Associazione, fondata con fede lungimirante, or sono oltre sessant’anni (1944) da Gesualdo Nosengo. Il presente volume si colloca in quest’alveo ed il suo impianto semplice e chiaro ne definisce la natura di silloge di testi, pubblicati e non, di date e di dati seriali sulla vita della locale Sezione di Mirto-Rossano, relativamente all’ultimo sessennio (2002-2007) ed al compiersi dei 30 anni dalla fondazione (1978). Si è così condotti, per come indica il titolo, in Percorsi, che “giorno dopo giorno” fanno un bilancio e una cronaca del più recente passato, al tempo stesso continuazione e completamento dei primi cinque lustri (1977-2003), oggetto di una precedente opera con la quale si salda inscindibilmente. Ora, come allora, se è stato possibile a Franco cimentarsi in un’impresa redazionale onerosa e complessa, la condizione favorevole è data indubbiamente dalla cura e dalla conservazione del materiale via via prodotto. Verbali, corrispondenza, servizi giornalistici, ma anche progettata e portata avanti con determinazione, è, invece merito personale, dovuto alla passione con cui ha assecondato uno stimolo, partecipato nella fase di idea iniziale al Direttivo della Sezione e sostenuto in corso d’opera dalle figure “storiche” la cui testimonianza diretta e personale ha potuto imprimere un sigillo di garanzia ed un timbro di autorevolezza, mentre l’oculata strategia di diffusione – scoglio obbligato di ogni impresa tipografica – va vista come naturale sbocco di conoscenza più vasta per un pezzo di storia, a tanti o poco noto, o sfiorato per circostanze particolari, ma non colti in una visione di sintesi unitaria.  Certo: finalità e impostazione del volume non si sottraggono al rischio del doppiaggio, più che della ripetizione, di testi simili sullo stesso argomento, o di lieve rielaborazione tra la presentazione dei punti programmatici e la loro effettiva realizzazione. Ciò nondimeno, è proprio la completezza della documentazione che avvia, segue e conclude un’iniziativa che dà modo, poi, di verificare linearità, perfezionamento, rimodulazione, necessità di ritornare su una prospettiva data, alla luce del nuovo, tipico di ogni processo evolutivo e attento più ad una flessibilità, funzionale al suo migliore compimento, che non rigido e fisso agli schemi di partenza, sia pure già frutto di condivise valutazioni finali. Ma dietro a nomi che ritornano di continuo, a motivo di ruoli e funzioni svolti all’interno del Direttivo, o di altri invitati ad arricchire, con più vasta esperienza e qualificata docenza, le conoscenze di base e ad aprire più viva l’intelligenza sui nuovi scenari che le scienze della formazione e l’adeguamento alle incessanti riforme della Scuola andavano profilando, c’è un vissuto di tempo e di lavoro, di cura e di fatica che solo ogni singolo interessato potrebbe descrivere e che va ben al di là dei riferimenti che si incontrano nel testo.  Si pensi a che cosa abbia significato per ciascuno di loro contemperare le ordinarie incombenze familiari e professionali – mai identiche a se stesse, per quel germe evolutivo insito nella vita di ogni giorno, con l’onorare ed il far fronte a responsabilità assunte a seguito della loro accettazione. Né si potrà mai compiutamente dire la laboriosità delle analisi e la ricerca di conclusioni unanimi o di posizioni convergenti per assicurare il cammino della Sezione, nonostante ostacoli e pesantezze, difficoltà o remore, stili e temperamento di cui si è portatori. Sullo stesso piano vanno posti, di rivolto, le soddisfazioni e la gioia per la realizzazione di progetti ed iniziative a lungo pensate, pazientemente organizzate, finalmente riuscite. Sebbene puntualmente sia tutto registrato e commentato, chi potrà dire il clima sereno e di affiatamento respirato in occasione di uscite periodiche in gruppo all’insegna di una simpatica spontaneità e vivace allegria, in viaggio o a tavola? Del devoto raccoglimento nell’ora della preghiera liturgica e della scoperta dei luoghi dello Spirito, che hanno rappresentato negli ultimi anni una delle esperienze più organiche ed arricchenti a partire dal fascino che promana sempre dai luoghi abitati dalla santità, il cui profumo sembra respirarsi più intenso per l’appartenenza alle genti di Calabria e l’opera svolta in territori a noi vicini ed in epoche relativamente non molto lontane, se ancora conservano le reliquie di una presenza viva. Ma, dietro a date e numeri, luoghi e temi sta soprattutto il drappello dei Soci, il “popolo” dell’U.C.I.I.M.. Gli elenchi degli iscritti, cioè di coloro che hanno dato la propria adesione, non compaiono tra le pagine e, per quanto se ne possano individuare i motivi, non v’è dubbio che si tratta di un’assenza che, colmata, aprirebbe a commenti su più piste: dai fedelissimi delle origini, ai fedeli temporanei, ai saltuari, alle new entry o alle perdite definitive, a qualche capolino di passaggio; dell’appartenenza e al passaggio nelle diverse Scuole di ogni ordine e grado; dalla titolarità delle cattedre agli incarichi ricoperti, per la fiducia dei colleghi e/o dei dirigenti o, come fra questi, avanzati di carriera: è tutto un mondo che la memoria riscopre, e per il quale gli istogrammi sul numero dei Soci e dell’evoluzione delle adesioni rappresentano appena l’avvio per verifiche e valutazioni più complete.Eppure sono proprio i Soci la base solida dell’Associazione e la linfa della sua vita, alla cui circolazione è pur vero soccorre e contribuisce in modo determinante la capacità aggregante e di coinvolgimento dei più attivi, ma rinvia ad una considerazione incoraggiante. Se, infatti, nonostante tutti i limiti e le assenze riscontrabili, non s’oppone un rifiuto per l’appartenenza ad un sodalizio che si qualifica come “cattolico” – e perciò con etichetta non sempre ben vista – e da cui, ordinariamente, nulla v’è da sperare come rientro di un tornaconto possibile – fondamentalmente significa che una base interiore di spiritualità cristiana permane in tanti, a dispetto di tutti gli elementi che, dentro e fuori la Scuola, congiurano contro. E proprio da questo “fondo” si dipartono i motivi ispiratori che sorreggono quanti il senso di appartenenza autentica all’U.C.I.I.M. avvertono con responsabilità. Operare correttamente e coerentemente è un assioma deontologico universale, ma che spesso lascia a desiderare. Operare senza riserve, con apertura di mente e di cuore, in una disponibilità intelligente e spesso interessata, ma soprattutto sorretta da superiori motivi di fede, non rientranti nei fondi di incentivazione, è di una preziosità di cui talora è possibile appena registrare gli effetti a partire dai risultati positivi che producono e da inversioni negative fugate. Lo spirito di fede dei Soci U.C.I.I.M. difficilmente può essere descritto, ma resta di certi inscritti nel cuore di Dio e nell’opera di lievito nella massa. Sta qui il senso autentico e vero dell’interesse sempre vigile e attento con cui l’U.C.I.I.M. si è posta non accanto, ma sul vivo del mondo della Scuola. E’ quanto deve leggersi nel calendario delle alternanze tra riunioni del Direttivo Sezionale, gli incontri di formazione spirituale con i ritiri in Avvento e Quaresima, le Assemblee dei Soci, i Corsi di formazione per i Docenti. E che non di circuiti ristretti o autoreferenziali si tratta è dato dalla presenza piuttosto costante dei vertici della Presidenza nazionale e dell’opera di consulenza specializzata richiesta. Chi ha vissuto, dunque, ed ha partecipato con intensità quanto documentato nel libro, vedrà riaffiorare alla memoria una serie di ricordi senz’altro positivi; chi diversamente, s’è mantenuto sui bordi ha materia sufficiente e precisa per farsene un’idea e correggere qualche tiro critico. Se questo libro non è, dunque, la storia dell’U.C.I.I.M. di Mirto-Rossano negli ultimi sei anni, ma la messa in circolo di date e testi del suo cammino, preziosità e valore non cambiano in quanto strumento insostituibile per eventuali futuri approfondimenti e ampliamenti, prospettiva possibile ma realisticamente non facile per chi non v’abbia avuto familiarità permanente e di frontiera. Altre preziosità, fuori dell’ambito territoriale, gli vanno riconosciute: quella di delineare il Sito di una Sezione nel quadro delle altre sparse per l’Italia e dunque dell’intera U.C.I.I.M., che proprio con questi tasselli di spessore può leggersi in itinere e dispone di strumenti per la storiografia che l’interessa. Anche in questo caso non di Storia di parte si tratta, ma di parte – e spesso di che parte! – della Storia della Scuola in Italia. Più precisamente di uno spaccato che dice quanti Cattolici hanno dato e continuano a dare alla Storia della Nazione a partire dal proprio ruolo. Non dispiacerà qui ricordarlo e ribadirlo: non sarebbe stato, né tuttora sarebbe la stessa, se al suo interno non avesse Christifidelis laici disponibili ad assumersi pesi da cui altri stanno lontano o si guardano bene di lasciarseli imporre, se non prevedono un tornaconto utilitaristico e capaci di resistere alle demotivazioni che una travagliata politica scolastica non cessa di avere. Il testo cos’ì come si presenta ha, dunque, più di un pregio ed un valore aggiunto che lo rende strumento da avere sott’occhio per il futuro della Sezione. Il cammino di squadra non è mai né semplice, né lineare. Non lo è nel nostro tempo per la rimessa in discussione delle certezze e dei valori prima più stabili. Non lo si può dare per scontato, tali e tanti possono essere i motivi ostativi per un prosieguo sereno e di crescita. La dialetticità ed il confronto tra posizioni, talora divergenti, possono scompaginare la dovuta saldezza unitaria degli intenti verso gli obiettivi statutari, tradizione di una testimonianza ecclesiale nella missionarietà dei settori e degli ambienti di vita. Guardando al più recente passato, assumendolo come riferimento per la continuità, di superamento fra immancabili limiti di tensione ideale per la conferma ed il miglioramento delle posizioni raggiunte, queste pagine possono offrire più di uno spunto. Si sarebbe portati a dire che, scorrendo l’elenco dei precedenti, questo è un altro libro di Franco Carlino. Un “altro” appunto, non l’ultimo perché non perdendo il gusto della scrittura – e perché mai dovrebbe? – né facendo un bilancio di quanto finora ha dato, sarebbe giustificata una pausa o un silenzio che si autoimporrebbe. Non compete a nessuno concederglielo, ma è consentito a tanti dissentire sull’onda di una speranza: il lungo e impregnato tirocinio fatto con i gradi in truppe scelte gli ha ormai stampato il gusto della stampa e conferito l’abilitazione a prestare servizio di completamento più ampio proprio quando – e forse con non minore dedizione il congedo dal mondo della Scuola non coinciderà con il congedo dall’amore per la Scuola da cristiano testimone. Di questa disponibilità futura, frutto maturo di una crescita sempre curata in sé e per gli altri, gliene siamo tutti grati e riconoscenti.

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Ultimo aggiornamento: venerdì, 24 febbraio 2012                                                                                                                                                                                                             Copyright © Franco Emilio Carlino. Tutti i diritti riservati

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